La dispersione delle ceneri

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Premessa
La dispersione delle ceneri è una scelta sempre più diffusa anche in Italia.
La legge prevede, per la dispersione, una disposizione, scritta dalla persona in vita e depositata presso un notaio o presso una associazione che abbia la oratica della cremazione nei suoi scopi statutari.
Le So.Crem italiane sono le associazioni più antiche, e diffuse in Italia, nate proprio con questo scopo.
A differenza di un atto presso un notaio, l'iscrizione ad una SoCrem è più semplice ed economica (la nostra 15 euro di iscrizione e poi 10 per gli anni successivi), anche in vista di (gratuite) eventuali variazioni o integrazioni sulle modalità delle esequie.

La Legge Regionale del 21 ottobre 2011, n. 12 delinea le modalità per la detenzione e la dispersione delle ceneri. Ad oggi in Friuli Venezia-Giulia è possibile detenere le ceneri di un defunto in abitazione custodite in un luogo protetto. Inoltre, è possibile effettuare la dispersione delle ceneri previa autorizzazione dei Comuni di decesso e di residenza i quali indicano i luoghi e le modalità possibili.
Per quanto riguarda la detenzione delle ceneri presso la propria abitazione, è utile interpellare il Sindaco del proprio Comune che ha facoltà di rilasciare l’autorizzazione. Ad ogni modo è utile sapere che dette ceneri devono essere conservate assieme alla documentazione (autorizzazione rilasciata dal Comune di competenza) e che la responsabilità in caso di smarrimento, furto, manomissione viene imputata penalmene al “Vilipendio di cadavere” e prevede anche il carcere.
Le ceneri sono resti mortali e pertanto collocabili in loculi o tombe di famiglie adiacenti ad altre salme. Il certificato di morte su richiesta di un familiare è rilasciato dal Comune dove è avvenuto il decesso che è tenuto a stilare l’atto di morte. Il Comune di residenza del defunto riceverà in seguito comunicazione dell’avvenuto decesso e potrà anch’esso emettere i certificati di morte.

In specifico, è stato deliberato:

(tratto dalla delibera della Regione FVG | Trieste)
Capo VIII-bis “Disposizioni per dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione di cadaveri” Art. 130 bis
a) La volontà del defunto per la dispersione delle proprie ceneri, sono manifestate mediante disposizione testamentaria secondo le forme dell’art. 601 e ss. del C.C. o dichiarazione resa dallo stesso al Comune di residenza.

b) Nel territorio del Comune la dispersione delle ceneri è ammessa:

  1. nell’apposita area cimiteriale;
  2. in aree pubbliche;
  3. in aree private.

c) La dispersione è vietata ad una distanza inferiore a 500 metri dal centro abitato, come definito dall’articolo 3, comma 1, numero 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo codice della strada), e nei luoghi di interesse storico, naturalistico, artistico e culturale;

d) Per la dispersione in aree private è necessario l’assenso scritto dei proprietari, che va allegato alla richiesta di autorizzazione alla dispersione, è fatto divieto ai proprietari di aree private di percepire alcun compenso per l’assenso alla dispersione, la dispersione è comunque vietata ad una distanza inferiore a 300 metri dal confine di proprietà privata.

e) Le parti del territorio comunale ove la dispersione è consentita sono:

  1. in aree naturali, escluse cavità artificiali e naturali;
  2. nel mare ad oltre 500 metri dalla riva e dalle dighe foranee, e comunque al di fuori dello specchio di mare dedicato alle attività commerciali e navali, in tratti liberi da manufatti e natanti o impianti di qualsiasi natura.

f) La dispersione in acqua può avvenire mediante immissione in acqua dell’intera urna contenente le ceneri, purché l’urna sia in materiale istantaneamente biodegradabile.

g) La dispersione nell’apposita area cimiteriale avviene secondo le modalità consone al luogo di dispersione.

h) La dispersione è vietata in aria.

i) La dispersione è vietata, ai fini della salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano, in tutte le zone di rispetto previste a tutela dei punti di captazione o derivazione riferite alle acque superficiali, sotterranee, di falda o di pozzo da destinarsi al consumo umano come individuate dalla normativa vigente.

l) La dispersione è vietata in prossimità di aree pubbliche, quali strutture monumentali, viarie, parchi pubblici, ed infrastrutture di ogni genere.

m) La dispersione è vietata in presenza di pubblico salvo le persone interessate al commiato;

n) La dispersione è inoltre vietata in edifici o altri luoghi chiusi.

o) La dispersione è vietata nelle giornate di vento e in condizioni climatiche avverse.

p) Qualora non sia provveduto diversamente, l’urna cineraria vuota può essere smaltita previa consegna al gestore dei servizi funerari.

q) La dispersione delle ceneri nell’area appositamente individuata all’interno del cimitero è a titolo oneroso.

r) In mancanza dei soggetti di cui al comma 8 dell’art. 2 della L.R. 11/2008, provvede alla dispersione il personale del gestore dei servizi funerari, nell’area cimiteriale preposta.

s) Le ceneri già collocate nei cimiteri del territorio comunale possono essere affidate o disperse nel rispetto delle condizioni e delle modalità stabilite dalla legge regionale 11/2008.

t) Il Comune di Trieste si riserva la possibilità di effettuare controlli circa la corretta dispersione delle ceneri.

u) Al di fuori dei cimiteri, nei luoghi ove la dispersione è ammessa, è vietato interrare l’intera urna, anche se di materiale biodegradabile.

Compete all’ufficiale di stato civile il rilascio dell’autorizzazione dell’affidamento dell’urna cineraria, dell’autorizzazione alla dispersione delle ceneri dei defunti e di curare la tenuta delle registrazioni previste dalla L.R. 11/2008.